Cantina storica e Cattedrale

Il  sapere  dell’attesa,  maturazione  del  vino in legno

Si scende lungo un cunicolo per una stretta scala ai cui lati sono ancora visibili i binari che servivano al trasporto delle piccole botti, trascinate con un
argano. Si arriva in ambiente che contiene spazi multipli originariamente
destinati alla maturazione dei vini rossi che avveniva, in gran parte, in botti di
legno del tipo bordolese, nonché, per un’altra parte, in vetro, in bottiglie
selezionate tenute dentro una speciale riserva protetta da una grata chiusa con
una serratura. Le botti di legno, insieme ai tini, costituiscono il corpus dei vasi
vinari più antichi e più importanti per la conservazione dei vini di particolare
pregio dell’intera Cantina Vaselli.
La funzione principale delle botti di legno era quella di garantire un corretto
invecchiamento dei vini rossi, processo caratterizzato da complessi fenomeni
chimici, biochimici e chimicofisici, che avevano luogo anche grazie alla
superficie porosa del legno della botte, in modo da consentire lo scambio
gassoso con l’ossigeno, importante per l’ossidazione del vino.
L’allestimento si fa qui più rarefatto e discreto, lasciando il posto a sensazioni e
ad evocazioni.
Tecniche di costruzione delle botti e segreti della buona conservazione
sono gli argomenti che si offrono al visitatore per predisporlo alla discesa nel
cuore più profondo della cantina.
Abbandonando il piano –3 si accede ad un lungo corridoio curvilineo dotato di
una scala a scendere, che diventa pianeggiante e più largo nel tratto finale, con
numerose botti di legno sul lato destro.
Stiamo avvicinandoci al luogo più leggendario della cantina, all’ambiente che la
leggenda attribuisce al lavoro di scavo che sarebbe stato opera di prigionieri
austro-ungarici della Prima Guerra Mondiale; si narra anche che nello stesso ambiente un drappello di tedeschi in fuga durante la Seconda Guerra avrebbe
lasciato un tesoro sepolto in un anfratto segreto, tesoro più volte cercato ma mai
trovato. Storie che sono presenti nell’immaginario locale, e che vengono narrate
al visitatore.
Alla fine del corridoio, dopo una penombra, quasi all’improvviso e
incredibilmente appare la Cattedrale, vale a dire la magnifica e maestosa cantina
con le botti giganti del diametro di tre metri e mezzo. Un ambiente dotato di un
grande fascino, dove l’attenzione è catturata dalla grande suggestione dello
spazio e dall’impatto visivo con le botti monumentali amplificata da effetti di
luce dinamica ed installazioni sonore.
Qui la discesa ha raggiunto il suo luogo più profondo e intimo. Dopo aver
toccato la parte più profonda della cantina è da qui che inizia la risalita che
rapidamente porta il visitatore a passare al piano –3 e a raggiungere il –2.