Hall

La comunita’, la cantina, il museo

Il museo, dopo l’impatto iniziale con la piazzetta dove è collocato, in cui
trova posto, su un lato, anche la fattoria padronale dei Vaselli, mostra al suo
esterno l’installazione artistica Le ballerine collocata nella parte superiore delle
macchine pigiatrici e diraspatrici, dove veniva versata l’uva destinata a diventare
mosto, a segnalare subito un’intenzione comunicativa. Presenta poi, al suo
ingresso, gli spazi dell’accoglienza e dell’ informazione, ma, proseguendo oltre
i servizi che qui sono collocati, si apre in un grande spazio mirato ad un primo
coinvolgimento diretto del visitatore che s’intende incuriosire attraverso la
forma stessa dello spazio, disegnato e costruito in maniera curvilinea, a
simboleggiare l’ accompagnamento graduale del visitatore verso l’interno della
cantina fattasi museo, e a indurre in lui un sentimento progressivo di scoperta. Il
compito assegnato a questo primo passaggio è quello di un prologo dove
s’introducono tutti i temi chiave del percorso museale: la comunità in rapporto
alla storia e alla cantina, le vicende della cantina, la sua trasformazione in
museo, il vino inteso come bene culturale, presentato come tale anche in alcune
proiezioni video che scorrono su uno schermo. Alcune delle vecchie macchine
industriali della cantina, esposte poi a punteggiare tutto il percorso, cominciano
a stagliarsi come sculture silenziose in qualche angolo. Altrettanto fanno le
sagome di alcuni dei principali protagonisti della vicenda storica, come il Conte
Romolo Vaselli, primo iniziatore dell’impresa vitivinicola Vaselli. Una sorta di
galleria fotografica in sequenza accompagna il visitatore, conducendolo,
simbolicamente, da Castiglione in Teverina verso l’universo mondo.