Sala dei riflessi e delle trasparenze

Cultura e forma del vino

Nella sala successiva il visitatore si trova a camminare sopra le grandi
vasche vinarie di cemento, in alcune delle quali, tramite delle aperture con delle
lastre di vetro calpestabili, (concepite come vere e proprie vetrine a terra,
tendenti a spiazzare l’occhio e il piede) si intravede l’allestimento sottostante,
realizzato all’interno delle vasche che si ritroveranno al piano immediatamente
inferiore. In questa sala ci si propone di sviluppare il tema degli sguardi
incrociati che sul vino, con il vino e per il vino possono essere esperiti, in altre
parole la proprietà del vino di creare immagini multiple, sdoppiate, metaforiche
e ispirate, e quindi di suscitare suggestioni sovrapponibili. Si presentano dunque
i riflessi del vino nell’immaginario dell’arte con due ampie composizioni
grafiche a parete che moltiplicano l’effetto di particolari riferiti al tema del vino
estrapolati da opere pittoriche note. Lo sguardo dunque si sdoppia e si triplica
dentro effetti ripetuti di rispecchiamenti e trasparenze. In un gioco di riflessi ulteriori una installazione artistica situata sullo sfondo della sala, chiamata Il
circo volante, segnala con il suo tema la precarietà dell’equilibrio e, con le sue
ombre ad effetto, il moltiplicarsi delle immagini.
La raccolta di bottiglie della collezione Vaselli e le riproduzioni di
contenitori da vino in ceramica di produzione storica locale, testimonia la
sostanza formale del vino e la sua costante mobilità, bisognosa di essere
contenuta. Gli oggetti sono presenti fisicamente all’interno della parete/teca
centrale di cristallo e, al tempo stesso, aumentando di numero nel riflesso di una
serie di specchi, si trovano inseriti e sovrapposti alle raffigurazioni disposte
lungo le pareti longitudinali a muro. Lo sguardo del visitatore, attirato da più
punti focali, è attraversato e attraversa dimensioni diverse.
In fondo alla sala si annuncia lo sviluppo del tema successivo: da
una balaustra ci si affaccia sul piano inferiore godendo della vista dall’alto di
una grande mappa a pavimento che riproduce, illuminata da sotto, l’area della
Teverina, da Attigliano ad Orvieto.